Associazione Culturale "Anno Domini 1566"
Unisciti all'Associazione nel celebrare e preservare la storia sacra di Ortona. Scopri la Chiesa di Santa Caterina d'Alessandria e l'Oratorio del Crocifisso Miracoloso, custodi della reliquia della Sacra Ampolla del 1566.

Chi siamo
In occasione del 90° anniversario del ritorno della Sacra Ampolla a Ortona da Venezia, nel settembre 2023 nasce l'Associazione Culturale “Anno Domini 1566”, con l'obiettivo di curare la valorizzazione e promozione della Sacra Reliquia, in collaborazione con la Basilica Concattedrale di San Tommaso Apostolo.
La nostra missione culturale
L'Associazione Culturale Anno Domini 1566 si dedica con passione alla valorizzazione e alla tutela della Sacra Ampolla di Ortona.
Attraverso iniziative culturali, eventi e attività educative, promuoviamo la conoscenza e la diffusione del patrimonio religioso legato alla Chiesa di Santa Caterina d'Alessandria e all'Oratorio del Crocifisso, custodi della preziosa Reliquia del Sangue del S.S. Crocifisso del 1566.
Venite a scoprire questi luoghi suggestivi dove è possibile immergersi nella spiritualità e nella storia del territorio. L'Associazione vi accompagnerà in un viaggio unico nel tempo, offrendo un'esperienza coinvolgente che unisce fede, arte e cultura in un contesto di grande fascino e significato.
Direttivo
PRESIDENTE: Giovanni Serano
VICE PRESIDENTE: Anna Di Tollo
SEGRETARIO: Alessio Tiberio
TESORIERE: Andrea Di Nunzio
CONSIGLIERE: Annamaria De Grandis
SOCIO ONORARIO: Cav. Maria Luisa Orlandi
Sostieni le attività dell’Associazione
Il tuo contributo ci aiuta a preservare e valorizzare il nostro patrimonio storico e religioso. Grazie di cuore per il sostegno.
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Intestatario: Associazione Culturale Anno Domini 1566
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Causale: Donazione liberale

I prossimi eventi
LUNGA NOTTE DELLE CHIESE 2026
Arriva per la prima volta a Ortona con una serata di spiritualità, arte e contemplazione presso la chiesa di Santa Caterina d’Alessandria, ispirata al tema nazionale “HOME – Francesco va’, e ripara la mia casa”.
Il filo conduttore sarà “Ritornare a casa: ascolto, silenzio e comunità”, un invito a riscoprire la dimensione interiore e relazionale dell’abitare.
ore 20.30: introduzione dedicata al “Ritornare a casa” e visite guidate tra chiesa e oratorio
dalle 21.30 alle 22.30: Recital d’arpa della professoressa Sofia Marzetti
dalle 22.30: visite libere e riflessione personale, con letture dal Cantico delle Creature e dal Paradiso, prima della chiusura nella notte con i ringraziamenti finali
Le nostre attività

Visite guidate alla Chiesa e all'Oratorio
Scopri la storia della Chiesa di Santa Caterina d'Alessandria e della Sacra Ampolla di Ortona con le nostre visite guidate.

1566 - Miracoli tra i Turchi
Il 2 giugno 2026 si è svolto il convegno “1566 - Miracoli tra i Turchi”, con la firma di un gemellaggio tra associazioni storiche. La giornata si è conclusa con la rievocazione delle battaglie saracene di Tollo e Villamagna.

La Notte dell'Attesa
Dopo oltre cinquant’anni, il Sepolcro è tornato nella Chiesa di Santa Caterina d’Alessandria. L’Associazione Anno Domini 1566 ha scelto di accompagnare questo momento con uno sguardo nuovo, proponendo una veglia essenziale, fatta di parola, musica e silenzio.

Pellegrinaggio della Sacra Ampolla 2026
Il 7 e l’8 marzo 2026, presso la Basilica di Manoppello, il Volto Santo e la Sacra Ampolla sono stati presentati insieme in un evento straordinario e irripetibile, un’occasione unica di fede e contemplazione.

Festa di Santa Caterina 2025
Il 25 novembre 2025 si sono tenuti i festeggiamenti in onore di Santa Caterina d'Alessandria.

Le Quattro Stagioni di Vivaldi
Il 29 giugno 2025, presso la Chiesa di Santa Caterina, si è tenuto un concerto di musica classica a lume di candela eseguito dall'Orchestra Sinfonica Tosti, in occasione della Festa della Sacra Ampolla.

Festa della Sacra Ampolla 2025
Programma per i Solenni Festeggiamenti della Sacra Ampolla, nel 91° anno dal ritorno da Venezia.

Pellegrinaggio della Sacra Ampolla 2025
In occasione del Giubileo della Speranza, la reliquia del Sangue sgorgato dal Santissimo Crocifisso di Ortona è stata in visita straordinaria nelle città di Lanciano, Sulmona, Vasto e nelle parrocchie cittadine.

Festa di Santa Caterina 2024
Il 25 novembre 2024 si sono tenuti i festeggiamenti in onore di Santa Caterina d'Alessandria.

Concerto di musica sacra
Il 29 giugno 2024, presso la Chiesa di Santa Caterina, si è svolto un concerto di musica classica a cura della Cappella Musicale San Tommaso di Ortona, a chiusura dei festeggiamenti per la Sacra Ampolla.

La Predizione d'Amore
Il 13 giugno 2024, in occasione del 458° anniversario del Miracolo, presso la Chiesa di Santa Caterina si è svolta una sacra rappresentazione scritta e diretta da Mauro Vanni.

Festa della Sacra Ampolla 2024
Programma per i Solenni Festeggiamenti della Sacra Ampolla, nel 90° anno dal ritorno da Venezia.

Festa di Santa Caterina 2023
Il 25 novembre 2023 si sono tenuti i festeggiamenti in onore di Santa Caterina d'Alessandria.

La Sacra Ampolla
Storia di un Miracolo
Il miracolo è legato all'assalto dei Turchi del 1566, quando gran parte dei luoghi di culto abruzzesi furono incendiati e depredati.
L'evento prodigioso interessa un dipinto a fresco del 1400, che ritrae la figura di Gesù Crocifisso con la testa molto inclinata e con la ferita al costato ben visibile, da cui fuoriesce un copioso effluvio di sangue. Ai lati del Crocifisso è possibile intravedere le figure della Vergine Maria e dell’Apostolo Giovanni. Detta immagine già venerata in epoca antecedente, si trova tuttora all’interno dell’Oratorio della Chiesa di S. Caterina.
Nel secolo XVI, durante i quarantasei anni di regno di Solimano I il Magnifico, i Turchi saccheggiavano e depredavano le cittadine del litorale abruzzese. L'incursione più spaventosa si ebbe nel corso dell’anno 1566, per vendicare la sconfitta avuta a Malta: i turchi armarono una flotta di centoquaranta vele, tra cui centoventi galee, sotto il comando di Pialì Pascià, con il compito di seminare morte e distruzione nell’Adriatico.
Le orde saracene, dopo aver assalito e distrutto Francavilla al Mare e Ripa Teatina, il 30 luglio 1566 si riversarono su Ortona e la misero a ferro e fuoco, come racconta lo storico ortonese Giovan Battista De Lectis.
Prima che la torma degli invasori insediasse la città, le monache benedettine davanti all’antica e venerata immagine di Gesù Crocifisso, elevarono fervide suppliche per impetrare la protezione su tutto il popolo. Il Signore ascoltò le preghiere delle pie suore, le quali 48 giorni prima dell’arrivo dei Turchi, videro sgorgare dall'affresco del sangue vivo che venne raccolto in due ampolline e custodito.
I Turchi entrarono ad Ortona e trovarono la città deserta, misero a fuoco la Cattedrale ed in parte la distrussero, ma inspiegabilmente non toccarono né la Chiesa di S. Caterina né il Convento delle monache.
L’evento miracoloso è raccontato da diversi scrittori di epoche diverse:
Fra Ludovico da Orsogna (Orazioni Panegiriche)
Abate Paccichelli (Lettere familiari storiche ed erudite)
Dott. G. Antonio De Fabritiis, patrizio ortonese
Gian Battista De Lectis, storico locale che stampò un volume sui fatti prodigiosi dopo alcuni anni dall’accaduto.
Tutti questi storici concordano nell’affermare che il miracolo avvenne il 13 giugno dell’anno 1566 ed aggiungono che ogni anno il "Divin Costato mostra freschi segni a guisa di splendore, nell’anniversario solenne”.
Le religiose poterono venerare la preziosa reliquia per poco tempo, in quanto nell’anno 1570, le due ampolle venivano segretamente involate dal frate confessore del Monastero, un certo Padre Basilio di Venezia dell’ordine agostiniano, il quale tre o quattro anni dopo il miracolo, venne richiamato dai suoi superiori e partì con una nave ortonese, facendo ritorno nella sua città natale e portando con sé le preziose boccette che rimasero a Venezia per molti secoli, custodite presso la Chiesa di S. Simeone Profeta.
La verità è confermata, in primis, dalla tradizione del popolo ortonese, dagli scritti di quell’epoca conservati nel Monastero e da uno scritto più recente, appartenente alla Congregazione dei Fasti Eucaristici del 20 maggio 1891 in cui si legge: “Questo Sangue si conserva a Venezia, e tutto ciò (il racconto del miracolo) si narra in un’antica cronaca custodita gelosamente da quelle pie suore”. Lo stesso racconto del miracolo è
descritto in un opuscolo di Don Teodoro dei Baroni Bonanni.
Il Vescovo Giandomenico Rebiba ed il Capitolo della Cattedrale di S. Tommaso nel 1570 scrissero al Doge di Venezia, Pietro Loredan, per riavere le Sacre Reliquie, ma senza successo.
Furono esperite altre richieste sotto il pontificato di Pio X, che non sortirono effetto alcuno. In occasione dell’Anno Santo dell’Umana Redenzione del 1933, Mons. Piccirilli, Arcivescovo della Diocesi ed il canonico ortonese Prof. Eugenio Vallega, implorarono il Patriarca Card. Pietro La Fontaine, della Curia Arcivescovile di Venezia, il quale acconsentì alla restituzione alla città di Ortona almeno una delle due ampolle.
Ciò avvenne il 29 giugno del 1934, mentre tutto il popolo in processione solenne attendeva dopo 364 anni il ritorno del Sacro Tesoro, trasportato dal cacciatorpediniere Grado.
Finalmente l’ampolla contenente il sangue sgorgato dal costato del Crocifisso del 1400, tornava nel luogo del miracolo a difesa e salvezza del popolo ortonese ed a tutt’oggi trovasi custodita in una nicchia di marmo all’interno dell’Oratorio. Per l'avvenimento venne innalzata sul campanile della chiesa di S. Caterina una croce luminosa, inaugurata lo stesso giorno del ritorno dell’ampolla.
Il percorso delle due Ampolle
La dott.ssa Maria Luisa Orlandi, archeologa ed esperta di storia locale, ipotizza il percorso delle due ampolle dopo le ultime ricerche.
Il confessore delle suore Cistercensi fu richiamato a Venezia, in vista degli scontri con i Turchi e nel 1570 portò con sé le due ampolle del Sangue di Gesù. Una volta a Venezia, le ampolline furono donate al Doge Alvise I Mocenigo, il quale le fece conservare dapprima nella Chiesa di San Simeone Profeta e successivamente una confluì nel Tesoro della Basilica di San Marco.
L'ampollina di Ortona, ritornata nel 1934, è quella rimasta nella Chiesa di San Simeone, che, infatti, ora non la possiede più, secondo le stesse parole del Cardinale La Fontaine, Patriarca di Venezia, al tempo della restituzione.
Dalle immagini del tour virtuale nel Santuario della Chiesa di San Marco a Venezia, l'archeologa ha riscontrato la presenza di un reliquiario simile, per materiale e lavorazione a quello di Ortona, l'unico che, nella stanza dei reliquiari, contiene le gocce di sangue, in riferimento alla schedatura dei reperti della Serenissima.
In definitiva l'ampolla ortonese è quella che fu custodita presso la Chiesa di San Simeone Profeta fino al 1934, anno in cui una tornò a Ortona.

I luoghi del Miracolo
La Chiesa di Santa Caterina d'Alessandria
La Chiesa di Santa Caterina d'Alessandria in Ortona compare per la prima volta nel 1324, in un elenco di tutte le chiese ortonesi che pagavano le decime allo Stato Pontificio. Probabilmente, all'inizio la Chiesa era dedicata a Santa Maria ad Basilicam o a S. Chiara. L’istituzione del monastero femminile attiguo risale a diversi decenni precedenti. De Lectis riferisce che le suore vivevano secondo l’ordine cistercense, nato come movimento riformatore dei benedettini. Il monastero di Santa Caterina si trasforma, dopo alcuni decenni, da casa di suore povere ad una di consorelle con un vasto patrimonio terriero e immobiliare.
La chiesa, edificata nel 1631, può essere considerata l'esempio più fulgido del Barocco Meridionale di Ortona, grazie ad una serie di stucchi, di matrice neoplatonica, che raccontano al visitatore il cammino di elevazione dell'uomo, sull'esempio del martirio di Santa Caterina.
L'edificio presenta una facciata a capanna, con rosone centrale e un portico a tre archi a tutto sesto, di chiara matrice Barocca. Tuttavia il portale, risalente al 1300, è stato spostato dall'Oratorio del Crocifisso Miracoloso, in quanto il primo insediamento monastico si ebbe intorno a questa porziuncola, con l'abside rivolto ad Oriente.
Nel 1684, su interesse del vescovo Giovanni Vespoli Casanatte, vennero realizzati affreschi e stucchi con un simbolismo molto colto e raffinato: i medaglioni sulla volta, quasi del tutto perduti per le vicende belliche e per un restauro non idoneo, rappresentano i momenti salienti del martirio della Santa, mentre gli stucchi e gli affreschi laterali sono angeli e virtù cardinali, simbolo del percorso dell'uomo verso la santità.
All’ingresso principale vi era una ruota di legno girevole dove le mamme che non potevano allevare i propri figli depositavano i neonati. Sia il Monastero che la Chiesa erano circondati da un vastissimo orto che giungeva sino alla c.d. “Fonte di S. Caterina” e nei pressi si apriva la “postierla”, una piccola porta delle mura cittadine chiamata “Porta di S. Caterina”.
Il Convento subì l'esproprio della Legge Scialoja del 1868 e il Comune di Ortona ne acquisì la proprietà. Le due Chiese, invece, sono tuttora di proprietà del F.E.C. (Fondo Edifici di Culto) del Ministero degli Interni. Sui terreni dell'orto nel 1929 fu costruito il Teatro Vittoria, oggi intitolato a Francesco Paolo Tosti.
L'ultima suora cistercense rimase nel convento fino ai primi del Novecento. Successivamente subentrarono le Figlie di Sant'Anna, che restarono in città fino al 1975 con attività scolastiche e sociali.
La Chiesa è rimasta sempre a disposizione della Diocesi e della Parrocchia di S. Tommaso ed è adibita, oltre che a funzioni religiose, anche ad attività culturali. Il convento, invece, è un centro polifunzionale ed ospita il MuBa '43 - Museo della Battaglia di Ortona e la Biblioteca Comunale.
L'Oratorio del Crocifisso Miracoloso
La Cappellina del Crocifisso Miracoloso sarebbe stata costruita prima dell’anno Mille. La c.d. “porziuncola" con archi a volta in puro stile gotico con il portale rivolto ad oriente, era con molta probabilità separata dalla Chiesa principale. Successivamente la Cappellina venne allungata, forse a causa di scoscendimenti avvenuti intorno al 1506, così da formare un corpo unico con la Chiesa.
All'interno dell’Oratorio vi è un coro in legno del Seicento che fascia per intero la Cappellina; qui è conservato l’antico affresco del 1400 raffigurante il Cristo Crocifisso con ai lati la Vergine Maria, l’apostolo Giovanni e due figure in ombra, dal cui costato sgorgò miracolosamente sangue vivo il 13 giugno del 1566.
Nel 1991, dal mese di marzo a quello di luglio, l’Oratorio è stato sottoposto ad accurati interventi di restauro conservativo che hanno interessato sia la Cappella sia l’affresco del Crocifisso, eseguiti su iniziativa del Rotary Club di Ortona e con il coordinamento della Curia Arcivescovile. La porziuncola è stata riportata ai suoi albori, essendo stati effettuati lavori di ripulitura e rimozione dell’intonaco che copriva l’originaria struttura, facendo riaffiorare le antiche ed essenziali linee architettoniche risalenti all’anno Mille.
Durante questi lavori è stato scoperto anche un altro dipinto che risale al 1200 ed il suo “negativo” rimasto impresso nella parete, che raffigura - anch’esso - il Cristo Crocifisso con ai lati la Vergine Maria, S. Giovanni Apostolo ed altre figure.
Archivio storico

Pergamena del 1700
Una delle prime attestazioni scritte del Miracolo.

"Vita, Traslazione, e Miracoli di S. Tomaso Apostolo" del 1702
Nella Biblioteca Diocesana di Ortona si custodisce una copia del 1702 scritta da Giuseppe Antonio De Fabritiis, Patrizio della Città di Ortona. L'autore menziona il Monastero di S. Caterina e afferma che ogni anno si vede "rosseggiare" il costato dell'affresco, in memoria dell'evento miracoloso.

Altare originale del Crocifisso
Foto raffigurante la posizione originale del Crocifisso Miracoloso, visibile fino ai restauri del 1991.

Chiesa di S. Caterina
Foto del 1926 con annesso giardino conventuale.

Lettera del Vescovo di Ortona del 1933
Lettera di Mons. Piccirilli al Patriarca veneziano con la richiesta di restituzione di una delle due Ampolle.

Lettera del Patriarca di Venezia del 1934
Risposta del Patriarca Pietro La Fontaine alla richiesta di restituzione di una delle due Ampolle al Vescovo di Ortona Mons. Piccirilli.

Ritorno della Sacra Ampolla
Unica testimonianza fotografica del rientro nel Porto di Ortona della Reliquia il 29 giugno 1934. Sullo sfondo il Cacciatorpediniere Grado.

Osservatore Romano della domenica del 1934
Articolo comparso sul numero dell'8 luglio 1934. Si menziona la storia dell'Ampolla e il suo viaggio di ritorno da Venezia.

Bollettino diocesano del 1939
Nel Bollettino Diocesano "Vita" del 3 settembre 1939, custodito presso la Biblioteca Diocesana ortonese, vengono descritte le Glorie della Chiesa di Ortona: "Due glorie, due segni tangibili di Divina protezione, due luci di fede che brillano costanti sul Mare nostro, attraverso il quale vennero a noi le Sacre Reliquie e la Sacra Ampolla…”.
Galleria fotografica
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